| La Nutella ci porterà lontano... |
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| Scritto da Andrea Randighieri |
| Giovedì 10 Giugno 2010 20:54 |
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di Andrea Randighieri Del resto, il poeta e scrittore irlandese James Joyce, dunque uno di quelli che rientrava nel novero dei "ghiotti", a buon titolo asseverava che "Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi", e forse è anche per questo che il Milan ha potuto conseguire tanti successi in campo europeo e intercontinentale. Diavolerie a parte, certo è che il cibo è indispensabile nutrimento per il corpo e che, nel caso degli atleti, una dieta azzeccata incide sulle preformance. Dunque sarà in cucina che si getteranno le basi per la conquista della Coppa? Ci possiamo giurare. Una buona colazione, un lauto pranzo e una cena col giusto apporto calorico saranno la benzina per i muscoli di chi avrà l'onore e l'onere di indossare la casacca della Nazionale e puntare dritto alla finalissima. Mister Fabio (Capello, ovviamente), ne è assolutamente convinto, anzi maniacalmente sicuro. Lo dimostra la ricca dispensa che accompagnerà i british nel percorso sudafricano: di concerto col cuoco della squadra, Lord Tim De' Ath, i giocatori di Sua Maestà potranno attingere, complessivamente, a 10 chili di riso giapponese, 10 bottiglie di aceto balsamico, 50 bottiglie di olio extravergine di oliva, 100 bottiglie di salse (soprattutto Tabasco), 500 lattine di Red Bull e 200 barrette di Mars. E se "RedBull ti mette le ali" e "Mars ti aiuta lo sai: lavoro, gioco che fai", riadattamento dello slogan inglese "A Mars a day helps you work, rest and play", allora le cose si fanno maledettamente serie. Interessi commerciali da parte delle industrie alimentari? Macché! Sordide illazioni! La dieta dei calciatori inglesi in vista dei Mondiali di Calcio del Sudafrica è targata Tesco, la catena di supermercati sponsor ufficiale della Nazionale inglese? Bah, futili sottigliezze prive di significato! L'energia del cioccolato e la genuinità del riso samurai faranno prodezze. Certo, speriamo non fino al punto da far mettere le mani sulla Coppa, e se proprio coppa dev'essere almeno sia quella da affettare. Cosa dire poi dei pretendenti carioca? Gli alimenti principali dell'alimentazione brasiliana sono i fagioli, le noci di cocco, l'olio Dendi (o olio di palma rossa), il merluzzo essiccato e salato, i gamberetti essiccati, il riso e la manioca (cassava). Il riso ed i fagioli sono prodotti fondamentali della dieta brasiliana, infatti, sono presenti pressoché in ogni pasto, un'abitudine condivisa con le nazioni caraibiche. Solo una cosa mi incuriosisce: perché combinare un classico astringente con un portatore di turbolenze intestinali? Per ingentilire i venti di poppa o per "scekerare" i giocatori rendendoli più agili e battaglieri? Mah, staremo a vedere. In ogni caso non è la sola dieta a impensierire gli avversari dei verdeoro, ma anche la facilità di questi ultimi a sfruttare le abilità di movimento grazie alle arti danzanti tipiche della celeberrima samba. Insomma, il rischio è comunque di vederli schizzare come indemoniati sul terreno di gioco senza capire in che direzione va il Jabulani, il contestato pallone mondiale. Basta un attimo e... zac ecco che un fuggente tocco di stinco di Luìs Fabiano può liberare Dani Alves al tiro in porta col rischio che le reti non tengano, esattamente come quelle da pesca che Pietro e i discepoli usarono al comando di Cristo di riprovare a pescare dopo un tentativo del tutto fallimentare. Eh, ragazzi, samba, riso, fagioli e Jabulani fanno miracoli. Altro avversario temibile sono gli Argentini del nostro amico paisà Diego Armando, che, insieme a Messi, dice di essere l'unico a potersi paragonare al Chè, praticamente un mito, vivente, a differenza del compianto Comandante, ma assolutamente rivoluzionario, sebbene in ambiti e con modalità differenti. Con gli argentini occorrerà prestare la massima attenzione. La loro dieta, almeno per quanto riguarda la colazione, è simile a quella che trovereste in Europa, costituita da croissants, brioches o churros (dolce a base di pastella fritta) ripieni di dulce de leche, pane francese con burro e marmellata, sandwiches grigliati con prosciutto e formaggio, chiamati tostados, e biscotti dolci o salati. Ma è il caffè, ovvero una bevanda ricca di caffeina che loro chiamano mate, appunto perché si tratta di un infuso di foglie e rami colti dal cespuglio di yerba mate, che rappresenta la parte principale del pasto. In pratica 23 caffeinomani destinati o ad una prestazione di elevato contenuto e spessore tecnico, oppure a un precoce Delirium Tremens. Un'altra bevanda molto popolare per la colazione è il submarino, che non è una bibita da sorbire in un sottomarino e nemmeno una miscela riservata ai subacquei da tracannarsi a rischio di annegamento nelle profondità dell'Oceano, bensì un bicchiere di latte scaldato al vapore nel quale viene sciolta una barretta di cioccolato dolce-amaro. La cena in Argentina ha luogo molto tardi, iniziando, talvolta, tra le 20 e le 22, a seconda delle abitudini familiari e della stagione dell'anno. Come per colazione, la tavola per cena è ricca di cibi dal sapore europeo. Il manzo ed altri tipi di carne, insalate, stufati, zuppe e diversi tipi di pasta abbondano sulle tavole. Il problema per i ragazzi del Pibe de Oro, e nel contempo il nostro punto di forza, è il pranzo, che avviene solitamente intorno alle 13 ed è seguito dalla siesta e alle 17 dall'ora del te, prima di ricominciare a lavorare. Un bel grattacapo per i sudamericani impegnati a un tour de force che non concede queste isole di ristoro psico-fisico. Saperlo è già un vantaggio. C'è dunque da sperare di incontrarli negli incontri pomeridiani in modo da sfruttare al massimo questo enorme Tallone d'Achille. Sempre rimanendo in Sudamerica, cosa dire infine dei nostri prossimi avversari, i paraguayani? Due ingredienti basilari nella cucina del Paraguay sono la cassava, un tubero di grosse radici, conosciuto anche come mandioca o yuca, e il grano, a mio modesto avviso un po' indigesto il primo quanto il secondo, a meno di appropriati trattamenti. Altri ingredienti basilari della cucina paraguayana più tradizionale sono i fagioli (ma non erano tipici dei brasiliani?) e le arachidi. Tra gli altri piatti più tipici vi sono il mbeyú, una specie di omelet con amido di cassava (tanto per variare), mescolato a formaggio e puchero, uno stufato radizionale di origine spagnola, l'arró quesú, un tipico risotto paraguayano condito con il formaggio, e la bife koyguà, fetta di manzo con cipolle e uova fritte che fanno tanto bene al fegato. Tra i formaggi che si usano in molti piatti paraguayani particolarmente tipico è il quesú paraguái, nome da Grammy Award per l'originalità. Tra i dolci tipici vi sono il kaguyjy, Nnme raffinatissimo e per nulla allusivo, fatto con grano (ma va'?), zucchero e miele, il kivevé, una sorta di polenta fatta con farina di grano (a ridaje) e zucca, il koserevá, un dolce di frutta in cui spicca il sapore dell'arancia, il ka'i ladrillo, fatto con arachidi, e l'arró kamby, una versione locale dell'europeo pudding di riso. La bevanda più importante per i paraguayani è sicuramente il mate (che copioni!), il tè paraguayano che costituisce più un rito che una bevanda, e che spesso viene offerto alle persone cui si vuol dimostrare maggiore benevolenza (spero non lo offrano a Cannavaro e compagni). Le sue foglie, imparentate con l'agrifoglio, vengono preparate secondo una procedura piuttosto elaborata e la bevanda viene bevuta da una zucca vuota usata come recipiente comune (in Italia ci sarebbe l'imbarazzo della scelta). Talvolta al mate vengono aggiunte delle erbe mediche per portare benifici di vario genere all'organismo, ma siccome tali benefici non sono meglio identificati vogliamo tanto bene ai paraguaiani ma lasciamo loro di buon grado la bevanda, certi che a loro farà benissimo. Noi, del resto, non abbiamo nulla da temere. La nostra cucina è imbattibile sotto ogni punto di vista, per varietà, succulenza, qualità, capacità nutrizionale. La Dieta Mediterranea l'abbiamo scoperta noi, e le nostre arti culinarie hanno fatto ambasciata ovunque nel mondo. Ma poi lo sapete o no che il nostro "Artusi" in cambusa è "Salve, mi chiamo Claudio Silvestri, e sono il cuoco della Nazionale", quello che garantisce una dieta sana, equilibrata, ma che il meglio di sé lo esprime al mattino: "Frutta, latte, pane e Nutella, e poi vedi come corrono a far colazione"? Già me li immagino Gattuso e Camoranesi arrivare a tavola grondanti di sudore, con la bavina alla bocca a ficcare i ditoni dentro i vasi da mezzo chilo di Nutella e svuotarli con lo stile di Ataulfo, tra un rutto al latte bovino e un grugnito di estasi che solo il coccolato al gianduia può assicurare. Lippi, sa bene che sul carro dei vincitori ci sarannno tonnellate di vasi di Nutella e, golosone com'è, giustamente non vuole spartirla con nessuno, eccetto i suoi giocatori ovviamente. Fa bene, porca miseria, la Nutella non è mica margarina, e poi ha un valore simbolico e affettivo inestimabile, ben maggiore di quello meramente commerciale. La Nutella è il ritratto dell'italianità, ingegno artigianale abbinato alla grande capacità di management. Noi con la Nutella abbiamo stregato e sfamato il mondo. La Nutella è mondiale, dunque l'Italia vincerà e vinceremo tutti noi, cresciuti correndo a far colazione con frutta, latte, pane e nutella. Tranquilli, raga, la Nutella ci porterà lontano. Parola di Claudio Silvestri, e se non vi basta, aggiungete pure quella di Giovanni Rana e Francesco Amadori. Andrea Randighieri |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 14:08 |



"Solo gli imbecilli non sono ghiotti... si è ghiotti come poeti, si è ghiotti come artisti ..." e anche come calciatori, anche se questo lo scrittore francese Guy de Maupassant non lo disse. E se è vero quel che sosteneva il filosofo tedesco Ludwig Andreas Feuerbach, ossia che "L’uomo è ciò che mangia", allora possiamo affermare che la cucina avrà un ruolo importante nella disputa dei Mondiali 2010. 