| Sudafrica 2010: uno, nessuno, tutti Lippi! |
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| Scritto da Andrea Randighieri |
| Mercoledì 02 Giugno 2010 13:53 |
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di Andrea Randighieri E' un po' come, con le dovute proporzioni, partecipare alla 'ghigliottina' dell'Eredità di Carlo Conti stando a casa, dove tutto sembra addirittura banale, mentre se vissuta in studio, in diretta tivù, con le telecamere puntate contro e milioni di telespettatori ad osservarti, è ben altra cosa. Ulteriore considerazione è che, al di là delle scelte che un Commissario Tecnico può compiere, conta molto il fattore psicologico, e gli schemi, a volte persino gli interpreti, hanno un valore relativo. Prima dunque di entrare nel merito delle covocazioni di Mister Lippi e dei conseguenti "tagli alla manovra", alcuni dei quali eccellenti, occorre fare un bagno d'umiltà e levarsi il bardamento di saccenteria e del "so tutto io" di cui si parlava all'inizio. Un Mondiale di calcio alla stregua di tutte le competizioni internazionali, comprese le sfide di vertice mondiale di altre discipline sportive, sono accomunate da un fattore che le rende uniche e non assogettabili ai criteri di valutazione che di norma valgono per le altre disfide come ad esempio il Campionato di Serie A o la Liga spagnola. La durata della manifestazione è concentrata entro limiti ristretti e definiti, e questo incide moltissimo sul rendimento degli atleti. Ecco perché interpreti e moduli in Sudafrica, come in tutti i campionati Mondiali disputati sin dai tempi in cui la Coppa del Mondo (in inglese "FIFA World Cup") si chiamava Coppa Rimet, avranno una valenza percentualmente minoritaria. Non sto dicendo che Lippi, o chi per lui, avrebbe dovuto fare il giro dei circoli parrochiali anziché degli stadi italiani, o che la Nazionale mista 'Scapoli e Ammogliati 2010' avrebbe le stesse chances di Cannavaro & Soci. I campioni fanno indiscutibilmente comodo, ma come la recente storia insegna, a Italia '90 e USA '94, nonstante i miracoli del miglior talento che l'Italia pallonara abbia prodotto in 20 anni di calcio giocato (sto parlando di Roberto Baggio), non siamo stati in grado di alzare una Coppa che sembrava destinata alle nostre mani, mentre a Spagna '82 e Germania 2006 hanno vinto le rappresentative meno accreditate, prima e durante la disputa dei tornei, ragion per cui se i campioni non fanno ribrezzo, un team nazionale è in grado di affermarsi non unicamente per la somma dello spessore tecnico di ogni singolo individuo, titolari e riserve, quanto per la capacità di fare gruppo, e in questo va dato atto a Marcello Lippi, nella Nazionale come nella Juve, di aver dato prova di essere un ottimo gestore di menti e spogliatoio prima ancora che un buon stratega. E del resto, come ricordato dianzi, in Spagna e Germania, partire a fari spenti fu la nostra fortuna, speriamo che l'analoga situazione odierna sia di buon auspicio anche in Sudafrica. Certo, non capisco l'esclusione di Cassano, men che meno quella del miglior laterale destro del momento, uno dei più forti in Europa, Cassani del Palermo, così come fatico a comprendere la chiamata e la defenestrazione a seguire di Fabio Grosso, quasi che l'una e l'altra non fossero che una teatrale rappresentazione di un atto dovuto. La prima come riconoscenza per il contributo al trionfo di 4 anni fa, la seconda un tributo alla logica di svecchiamento del reparto arretrato e la summa di una valutazione di quanto mostrato dall'esterno sinistro nel campionato appena concluso. Non capisco nemmeno la non convocazione di Legrottaglie, quando poi, in piena contraddizione di termini e di principio, si lascia a casa un terzino anziano per ancorare la difesa a Fabio Cannavaro che con i suoi su 36 anni pesa drammaticamente sulla media anagrafica dell'intera Nazionale (28,9 anni: un mese più vecchia di quella di Berlino, un anno e mezzo più di Spagna '82, e comunque più alta di tutte le altre vincitrici del Mondiale dal 1970 in poi). Insomma le premesse non sono le migliori, in questo rientra anche la discutibile esclusione di "Pepito" Rossi, uno dei pochi azzurrabili in grado di dare colore e fantasia a una Nazionale povera di creatività, già orfana del ripudiato Cassano (chissà perché?), e, se vogliamo, dello stesso Mario Balotelli, che avrebbe avuto senso convocare, oltre che per i piedi straordinari, per imprimere un'accellerazione sensibile alla sua maturazione, nonché per sottrarlo definitivamente a quei vergognosi "buuu" che ancora in troppi stadi accompagnano le sue giocate da parte di quegli infiniti idioti che rifiutano non l'interista, (infatti perché non succede lo stesso con Maicon, Eto'o o Muntari?), bensì il nero adottivamente italiano, liofilizzazione esemplare della stupidità elevata a potenza. Tale convocazione avrebbe assunto ancora maggior significato se contestualizzata al continente africano al cui interno sta per aver luogo il Mondiale. Penso che questa discrasia dovrebbe essere motivo di stupore, piuttosto che la scarsa qualità dei palloni evocata da Buffon, chiamato piuttosto a dimostrare di valere primati e milioni. Altro paio di appunti: uno per la testardaggine di Lippi su Mauro German Camoranesi, ectoplasma in bianconero e al capolinea della carriera agonistica, cotto, bollito e malandato. L'altra nota riguarda non la convocazione di Marchisio, me ne guardo bene, (semmai ho delle riserve sulla mancata convocazione di Candreva), ma sul suo probabile posizionamento, neo-trequartista in un 4-2-3-1 che è tutto da verificare. Ma come dicevamo all'inizio, siamo tutti CT, per cui al di là dell'antipatia dei giocatori che non firmano gli autografi al Sestriere, di De Rossi, grande giocatore ma anche grosso imbecille nel sostenere la necessità della tessera del poliziotto, (non sempre piedi buoni fanno rima con cervello fine), di Marcello 'Newman de nonatri', bello, saputello e spocchioso, ricordiamoci che a giocare non è una mera commistione di frammenti di squadre di club, ma la compagine che rappresenta tutti quanti noi italiani. Potremmo anche essere convinti e intenzionati a tifare contro, ma sfido chiunque a rimanere bellicoso quando l'arbitro fischierà il calcio d'inizio e la palla comincerà a rotolare. Quindi, d'accordo o no, Forza Azzurri! Andrea Randighieri |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 14:14 |



C'è in noi calciofili italici una predisposizione al giudizio che è comunque retaggio dell'umana natura, tant'è che Qualcuno ci raccomandò di astenerci dal giudicare per non essere giudicati. E' una vecchia storia, risaputa almeno quanto quella che l'Italia è l'unico paese al mondo con 50 milioni di Commissari Tecnici, tutti competenti e di certo migliori di quello in carica. Ciò detto, va anche sottolineato come, in ogni caso, il compito di un selezionatore tecnico (perché è questo ciò che essenzialmente fa l'allenatore della Nazionale: selezionare) è compito facile sulla carta, difficile nei fatti. 