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Musica: Qusto piccolo grande amore di Claudio Baglioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudia Culiersi   
Martedì 05 Gennaio 2010 12:01
Correva l’anno 1972 e un giovane cantautore romano di nome Claudio e di cognome Baglioni provava ad arrivare al successo definitivo con una canzoncina dolce, romantica e orecchiabile dal titolo tanto semplice da sembrare banale: “Questo piccolo grande amore”. Non se ne sarebbe più liberato, quel brano è stato il suo marchio di fabbrica fino ad oggi.
 
di Claudia Culiersi
 
 
Dopo tanti anni lui ha deciso di giocarci e di farlo diventare un’opera multimediale: prima un film e un libro dagli esiti discutibili, poi soprattutto un disco in cui Baglioni ha dato il meglio di sé collaborando con ben 70 colleghi in un doppio lavoro dedicato alla sua opera e infine un tour che diventa un’opera moderna e racconta in musica la storia di “Questo piccolo grande amore”. L’opera si chiama “Q P G A” e descrive il primo amore, quello che non dura tutta la vita, ma la cambia per sempre, come dice Baglioni. L'opera è arrivata all'EuropAuditorium ed è stata una grande festa. All’ingresso si era accolti da un enorme cartellone con scritto “AAA Ancora Altri Amore” (ormai Baglioni ha preso gusto con gli acronimi!) e il titolo di alcune canzoni del suo repertorio. Al pubblico veniva chiesto di firmare vicino al titolo che preferivano.
 
Baglioni ha interpretato per due ore e mezza tutte le canzoni del doppio Cd da solo, la scenografia era scarna, alle sue spalle solo un videowall sul quel venivano proiettate delle immagini, in gran parte tratte dal film. Senza preavviso si sentiva una voce che non era quella di Claudio e sul videowall veniva mostrato un autografo col nome dell’artista che stava accompagnando Baglioni: l’artista ha scelto perfettamente i brani da far interpretare ad ognuno dei colleghi che ho visto come attori perfettamente calati nella loro parte, soprattutto Irene Grandi ed Elio e Le storie Tese.  
 
Meraviglioso l’inizio col cammeo di Andrea Bocelli alle prese con la prima strofa di “Questo Piccolo Grande Amore”. Un’opera sentita, emozionante, unico difetto che riconosco è che Baglioni, dovendo comporre nuove canzoni per raccontare la storia, abbia utilizzato spesso canzoni già sue cambiando solo le parole: in certi punti questo aveva un senso, in altri era meno convincente. Il pubblico è letteralmente saltato sulle poltroncine quando il cantante ha attaccato “Porta Portese” e “Questo piccolo grande amore”. Dopo due ore e mezza di sentimento, l’opera è finita, ma è iniziato il vero concerto di Baglioni che ha interpretato alcune delle canzoni presenti sul tabellone compilato all’entrata. Il pubblico chiedeva continui bis, dal palco Baglioni guardava l’orologio e faceva gesti come dire: “Non andate a dormire?” oppure: “Non vedete quanto è tardi?”.
 
Ma il pubblico era troppo divertito e lui troppo generoso, così la serata si è protratta per un’altra ora. Uno spettacolo davvero riuscito, anche se non avrei, personalmente, disdegnato un po’ più di artigianato, ma il tutto è stato colorato dal calore del pubblico e dell’artista. Ognuno può e deve credere in se stesso perché “Sei tu che porti avanti il cuore ed è un lavoro duro”. (“La vita è adesso”).
 
Claudia Culiersi
Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2010 14:40