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Le confessioni di Cyrano PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudia Culiersi   
Domenica 13 Giugno 2010 15:58

“Dalle tenebre alla luce”, il titolo scelto per l’edizione 2010 di “Ravenna Festival” invita alla speranza, anche in questo periodo in cui la speranza non sembra aver molto spazio nei nostri cuori. Tutta la stagione sarà impregnata sulla ricerca filosofica e spirituale, l’unica che sa esaltare il cuore e la mente degli uomini nobili.

di Claudia Culiersi

 

Ricerca sincera e appassionata fu quella di sant’Agostino che seguì un percorso spirituale, ma anche umano, che lo portò a consacrarsi a Dio dopo averlo in ogni modo tradito. “Tardi t’amai, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi t’amai! Eri con me, ma io non ero con te”. (Le Confessioni). Abile retore ed oratore, Agostino diede forma ad una prosa poetica, in cui spesso si rivolge a Dio come un uomo si rivolgerebbe all’amata. Ne “Le Confessioni” sant’Agostino traccia il suo percorso spirituale e il testo diviene una sorta di confessione ultima cuore a cuore con Dio, ma anche un invito a non perdersi credendosi perduti e ad avere sopra tutto speranza in un Dio talmente innamorato che cerca sempre l’uomo, anche quando questi non lo cerca.

Le pagine più belle de “Le Confessioni” hanno preso vita lo scorso 12 giugno presso la Basilica di sant’Apollinare in Classe grazie anche all’interpretazione forte e vibrante di Gérard Depardieu, il grande attore che ricordiamo per i suoi circa 200 film, tra cui parecchi diretti da François Truffaut e “Cyrano de Bergerac” per il quale fu candidato all’Oscar. L’attore francese ha un rapporto di lunga data col vescovo di Ippona, iniziato nel 2000 grazie al Giubileo degli attori e all’incontro che l’attore fece con Giovanni Paolo II. Nel 2003 Depardieu scelse proprio un brano de “Le confessioni” per la cerimonia funebre del regista Maurice Pialat, suo grande amico, che l’aveva diretto in molti film. Da allora è iniziata una serie di letture delle pagine più belle del libro di Agostino che, partita da Notre Dame a Parigi, è arrivata a Ravenna dopo aver toccato abazie e chiostri in tutta Europa.

L’attore è stato accolto da un caldo applauso e da una standing ovation. Salito sul palco claudicante ha ricordato il suo amore per l’Italia e per la terra emiliano – romagnola dove ha girato film a lui cari, primo fra tutti “Novecento” di Bertolucci. Poi ha iniziato la lettura intervallata dalle note del gruppo medievale de Le Reverdie, e mentre dalle vetrate si poteva scorgere la notte che arrivava, l’evento era impreziosito dalla bellezza del mosaico e da quella mano (la dèxtera Dei) che sembrava vegliare sui presenti, sugli uni perché la loro esibizione fosse di alto livello e sugli altri perché il loro cuore fosse pronto a recepire ciò che lo Spirito aveva fatto scrivere ad Agostino. Già il fatto che la lettura si sia tenuta puntualmente ha del miracoloso, visto che pochi giorni prima Depardieu è stato investito e ha rischiato di dare forfait. L’attore zoppicava vistosamente e non possiamo sapere se l’esibizione sarebbe stata migliore senza l’incidente, sappiamo per certo che se Depardieu (con pieno diritto) avesse rinunciato ad esibirsi sarebbe stata una grande perdita per tutti. Come sempre l’attore francese ha messo tutto il suo pathos e la sua partecipazione nel leggere quelle pagine comunicando col solo tono della voce o con dei semplici gesti i sentimenti di Agostino, dalla rabbia alla vergogna all’appagamento tra le braccia di Dio. Il grande attore ha saputo dimostrare che non servono grandi effetti speciali per parlare al cuore della gente.

Depardieu era già stato protagonista della rassegna nel 2008 in occasione di una serata memorabile in cui fu la voce narrante del “Lelio” di Berlioz, sotto la direzione di Riccardo Muti e proprio al termine della lettura delle “Confessioni” all’attore è stato dato il premio Ravenna Festival 2010 per il suo sostegno. Difficile che qualcuno sia uscito dalla Basilica senza sentirsi un po’ diverso da come vi era entrato. 

Claudia Culiersi

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 14:02