| Visitate la Rocca Sforzesca di Dozza di Carlotta Montanari |
|
|
|
| Scritto da Carlotta Montanari |
| Lunedì 19 Aprile 2010 14:39 |
|
La Rocca Sforzesca di Dozza fu costruita nel 1250 dal Comune di Bologna. L’aspetto attuale si deve all’ingegnere militare Giorgio Marchesi che vi lavorò sul finire del ‘400 per volere di Caterina Sforza, Signora di Imola e Dozza. E’ un edificio a pianta esagonale, con un perimetro di cinquecento metri. La Rocca mantiene, infatti, immutato il suo fascino e la sua struttura medioevale. Conservate in ottimo stato, le mura emanano un’energia antica, quasi come se ci volessero raccontare la loro storia. Visitarla è fonte di grande ispirazione e trasmette una bizzarra serenità interiore. L’itinerario comincia entrando in una sala detta “Sala Maggiore”. Non si può non notare all’angolo destro un elevatore per vivande collegato con la cucina al piano sottostante. Alle pareti copie di ritratti di antenati della famiglia Malvezzi-Campeggi e un grande arazzo raffigurante gli stemmi dei Malvezzi e dei Campeggi. Grazie ai Marchesi la Rocca non è sta confiscata, a causa delle leggi napoleoniche, poiché seppero schivare questo provvedimento dimostrando che la fortezza era da considerarsi un bene provato e non feudale. Proseguendo incontriamo la “Sala del Pasinelli”, la “Sala Rossa”, la “Camera di Pio VII” e poi finalmente la “Sala delle Armi”, che contiene una collezione di armi rinvenute nel castello. Non aspettatevi armi somiglianti al periodo di Re Artù oppure di trovare “Exalibur” la spada nella roccia. Tutte le armi e le armature sono chiaramente inerenti al periodo storico del castello. Fra le molteplici stanze abbiamo la “Camera degli ospiti con alcova”, un “Ingresso di servizio” che contiene una collezione di innumerevoli chiavi della Rocca. Vi sorprenderanno le dimensioni di queste, consumate dal tempo, ma ancora in perfette condizioni. Il bagno di un castello solitamente ce lo aspettiamo grande a molto curato, invece vi accorgerete di come vivevano i nobili la loro toilette. Infatti, il bagno è una “Loggetta” sulla corte lato nord costruita in scagliola. Il castello contiene anche una pinacoteca, che ospita periodicamente mostre di artisti. Non si può perdere la visita alle due torri: la torre minore con ai margini le caditoie anticamente utilizzate per gettare olio bollente sul nemico e la torre Maggiore, con al centro la struttura dell’antica torre quadrata. Continuando, si entra nelle tetre Prigioni, celle sotterranee o “segrete”, con strumenti di tortura . Sulle pareti diventa inquietante notare scritte di prigionieri del XII secolo. La “Stanza della giustizia” è ancora più angosciante con il caratteristico pozzo a rasoio o botola sulla “Fossa dei suppliziati”. Nota più allegra sono le cucine impreziosite dagli utensili che possiamo datare al 1500, dai camini e dal pozzo. Non mancano la dispensa anticucina e la lavanderia. Terminato il giro, uscendo a destra si accede ai sotterranei, sede dell’Enoteca Regionale Emilia-Romagna dal 1970. All’entrata troverete personale gentile che vi consegnerà una guida per visitare la Rocca di Dozza. Non mi resta che augurarvi una buona visita e non mancate di acquistare gli stimati vini della Rocca Sforzesca. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Aprile 2010 14:41 |



