| Addio al Re del Pop: Michael Jackson is dead |
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| Lunedì 29 Giugno 2009 16:22 |
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di Erika Zini
“Il re è morto, viva il re” erano le parole di rito con le quali l'araldo della vecchia monarchia francese annunciava per tre volte al popolo la morte del sovrano e l'avvento al trono del successore a garanzia, mai interrotta, della casa reale. Ma in questo caso non parliamo della morte di un monarca ma di colui che aveva acquisito il titolo più unico che raro di Re del Pop, Michael Jackson. Scompare, infatti, all’età di soli 50 anni non solo un famoso cantante ma una persona che ha dedicato l’intera vita al pubblico, sia nel bene che nel male, sia durante i periodi felici che quelli più tristi, condividento con i tantissimi fans tutto ciò che la sua popolarità non consentiva di tenere segreto. Una vita, quella di Michael Jackson piena di record e di successi raggiunti, ma anche piena di polemiche e accuse gravose che hanno via via indebolito la già fragile personalità del cantante. Ma in questa giornata così triste vogliamo ricordare il Re del Pop parlando di ciò, che al di là di tutto, parla di lui: la sua musica. Nato nel 1958 da una numerosa famiglia di artisti, inizia la carriera musicale all’età di 5 anni cantando con i propri fratelli. La carriera da solista lo vede protagonista in prima persona dal 1972, ma il grandissimo successo personale, tutt’ora ineguagliato, gli è arrivato con l’avvento degli anni 80 (da ricordare anche l'enorme successo di Off the Wall, del 1978, primo dei 3 album cui collaborò Quincy Jones e che vendette oltre 20 milioni di dischi, restando in classifica 48 settimane). Nel 1982, infatti, pubblica l’album Thriller, l’album più venduto di tutti i tempi: il 14 novembre 2006 è stato certificato dal Guinness dei primati con oltre 104 milioni di copie vendute. Nel 2008 l'album venne ripubblicato in edizione speciale per il suo 25° compleanno e registrò vendite di oltre 4 milioni che, sommate ai precedenti 105 milioni di fine 2007, portano Thriller a 109 milioni di copie vendute (fino a Luglio 2008). Un dato su tutti ci fa capire che impatto ebbe questo album: rimase nella classifica di Billboard per 122 settimane, più di 2 anni consecutivi. L’andamento della vita musicale proseguì con notevole successo. Tra tutti ricordiamo l’album “Bed” del 1987 e “Dangerous” del 1991. Ma questi anni di successo produssero in Michael alcuni effetti paralleli inspiegabili: con più la gente lo amava con più lui pareva aver smesso di amarsi. Iniziò infatti in quegli anni una serie di operazioni per cambiare il proprio aspetto, scolorendo la pelle e aggiustando i propri lineamenti. Nel 1988 costruì un immenso spazio denominato Neverland Ranch, prendendo il nome dall’Isola che non c’è di Peter Pan, in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati terminali, ciò quasi a voler immergersi nuovamente nella fanciullezza persa, ormai, in modo definitivo. Il primo scandalo che colpì Jacko, come qualcuno lo soprannominava, arrivò nel 1993 quando venne accusato di molestie sessuali su un bambino che frequentava la sua proprietà. Il tutto si chiude senza accuse e con un bel gruzzoletto pagato ai genitori del bambino. Ma tali accuse andarono ad incrinare ancora di più il fragile equilibrio di Michael in seguito ai quali iniziò a manifestare sempre più atteggiamenti maniacali, si diceva che dormisse in una camera iperbarica, e un calo dell’ispirazione musicale. Poco dopo la chiusura di questo scandalo Jackson si sposò con Lisa Marie Presley che già conosceva da alcuni anni, matrimonio pesantemente criticato dalla stampa e che durò meno di 2 anni. Della seconda metà degli anni 90 inizia il declino musicale del Re, pur rimanendo sempre un mito e producendo canzoni eccellenti sempre presenti in classifica. Di quegli anni si ricorda, in particolare, l’album Blood on the dance floor del 1997. Ma purtroppo, nonostante i successi e nonostante la sua volontà di riservatezza, la sua vita continuava ad essere sotto i riflettori, incrinando sempre più una personalità fragile che sembrava non trovare più rifugio nemmeno nella sua amata musica. Continuano infatti le accuse di molestie, dalle quali è comunque sempre stato assolto, e le critiche a qualsiasi cosa facesse. Storica fu nel 2002 il gesto di Michal che, in viaggio a Berlino per ritirare un premio, mostrò ai fan l’ultimo genito tenendolo sospeso da una finestra. Il Re poi si giustificò dichiarando che lo aveva fatto per i suoi fans e che comunque mai avrebbe voluto davvero mettere a repentaglio la vita dei suoi figli dichiarando a al giornalista britannico Martin Bashir, nel 2003: “Ho solo provato a far vedere Michael Jr. ai miei fan, non a gettarlo dalla finestra”. Potremmo parlare di Michael Jackson, di una carriera più che quarantennale, per giorni interi, di tutto quello che ha fatto per i bambini bisognosi, di tutti i soldi devoluti, di tutti gli scandali e le stramberie di cui si è parlato, ma in realtà ci piacerebbe che in questa triste giornata sia ricordato solo come grande uomo di spettacolo, con tanti problemi certamente, ma che ha cambiato la vita a milioni di persone con la propria musica, la propria creatività e la propria sensibilità. Ora ce lo immaginiamo in paradiso, insieme a tutti i miti della musica che prima di lui se ne sono andati e chissà mai che non si stiano già accordando per una grande reunion, in un posto migliore. E, per concludere, il Re è morto, ma prima di poter di nuovo dire “Viva il Re” sappiamo di dover attendere, forse un’eternità. Addio Re del Pop. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Luglio 2009 14:58 |



Michael Jackson è morto. Abbiamo tutti pensato al solito macabro scherzo. Uno scherzo che non fa mai ridere, la posta in gioco è troppo alta. Ma qui non si scherza, il Rè del Pop, come tutti lo hanno sempre definito, è morto a soli 50 anni.